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29/06/2010 Bob Dwyer, una leggenda del rugby a Modena
Bob Dwyer, head coach dell’Australia campione del mondo 1991, terrà uno stage per allenatori e tecnici di rugby nel prossimo settembre a Modena, al campo comunale di rugby di via Collegarola. Ospite giovedì scorso del presidente del Modena Rugby Club, Almer Berselli, l’allenatore australiano ha raccontato la sua esperienza e si è soffermato sulla situazione del movimento in Italia, il livello raggiunto e i margini di miglioramento: “L’evoluzione del rugby italiano negli ultimi vent’anni ha avuto un andamento discontinuo, con leggeri alti e leggeri bassi. Per migliorare il livello globale del rugby italiano ed ottenere una crescita lieve ma continua è necessario focalizzarsi sulle potenzialità di ogni giocatore. In ogni squadra si avranno sempre tre gruppi di giocatori, la fascia alta, la fascia media e la fascia bassa, ma se ognuno cercherà di arrivare al top del proprio livello, il team nel suo complesso crescerà. I casi di Bortolami, Castrogiovanni e Parisse – prosegue Dwyer – confermano che non esiste un problema di cultura e annullano la teoria che il rugby in Italia non può evolversi perché schiacciato dal calcio. Questi atleti giocano ad alti livelli in Europa e il fatto di giocare tutte le settimane sfide importanti li aiuta a migliorare sempre”. Il prossimo anno ci sarà la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda, una grande occasione per la Nazionale di coach Nick Mallett di dimostrare il proprio valore, anche se, a guardare le squadre inserite nel girone (Australia, Irlanda, Stati Uniti e Russia), sarà già un’impresa raggiungere i quarti di finale: “In queste competizioni può succedere di tutto. Nel 2007 il Sudafrica ha rischiato di uscire ai quarti di finale contro le Isole Fiji, a dimostrazione che non ci sono risultati scontati. L’Italia deve giocare al massimo delle proprie possibilità: solo così potrà andare avanti. Un pronostico sull’Australia? Lo farò solo al termine della Coppa del mondo – afferma Dwyer sorridendo, per poi aggiungere – in ogni caso per la vittoria finale vedo favorito il Sudafrica”. Nella mattinata di giovedì, il tecnico, che 18 anni fa con la sua Australia ha raggiunto il tetto del mondo superando in finale i padroni di casa dell’Inghilterra, ha visitato l’impianto di Collegarola, lasciando un commento molto positivo sulla casa del rugby modenese: “E’ un luogo fantastico per lavorare ed allenarsi, un centro di rugby davvero ben attrezzato e questo è un aspetto fondamentale per allenatori e giocatori per poter crescere”.
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Prima squadra,
Seconda squadra,
Under 18,
Under 16 A,
Under 16 B,
Under 14,
Under 12,
Under 10,
Under 8,
Femminile,
Veterans
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